C'era una volta lo stoccafisso: Emilio e lo stocco che puzza

28/12/20
CULTURA

ANCONA

DESCRIZIONE
Continuiamo il nostro viaggio attorno allo stoccafisso, il pregiato pesce che fa parte della storia culinaria della città di Ancona (qui la ricetta dello Chef Elis Marchetti). Questa volta, parliamo di Emilio "Barattieri" Galeazzi, storico titolare della Trattoria Italia in via Villafranca ad Ancona (vicino al palazzone di Piazza Roma). La storia che vogliamo condividere con voi, arriva direttamente dalla penna di Sanzio Blasi, uno dei figli più illustri del capoluogo dorico, che negli anni ha dimostrato il suo valore come scultore, scrittore e benefattore.

Ad Ancona era da poco arrivato il fascismo, assieme a tutte quelle figure poco nobili che in virtù di qualche medaglia o grado militare erano convinti di poter fare il bello ed il cattivo tempo in ogni dove. Uno di questi gerarchi un giorno si recò alla Trattoria Italia in compagnia di un'amica, in quanto nemmeno lui era rimasto indifferente alla fama di cui godeva lo stoccafisso di Emilio. Quest'ultimo però non era tipo da trattare con riguardo clienti simili, quindi inviò il cameriere come succedeva d'abitudine. Il gerarca chiese di poter assaggiare una porzione del piatto che ha portato tanta fama al locale.

Dopo aver portato il piatto, il cameriere viene richiamato all'ordine dal militare e chiede di poter scambiare due parole con il titolare. Emilio dal suo sgabuzzino fu costretto ad alzarsi ed andare ad ascoltare il peculiare avventore. Quest'ultimo disse con aria sprezzante al ristoratore "Voi avete una fama usurpata. Tanti elogi per questo stoccafisso e poi vi permettete di servirlo ai clienti così puzzolente". Emilio, di carattere abbastanza fumantino, tentò di trattenere la rabbia e chiese all'altra ospite se anche per lei il pesce puzzava, la donna, in tutta prontezza rispose che era tutto di suo gradimento.

Il buon Emilio allora replicò al gerarca dicendo che visto che la pietanza era stata cotta all'interno dello stesso tegame era impossibile che solo una porzione puzzasse. Il militare, non abitutato ad essere contraddetto, chiese al ristoratore di cambiargli comunque il piatto. Emilio, stanco di questa diatriba risponde in tutta prontezza al gerarca "Ma sa cusa je digu iu?... sarà lei... che puza e no el stucafisu miu...". Questa mancanza di rispetto fece infuriare il fascista e lo portò ad assestare un pugno in faccia ad Emilio, che da buon anconetano ha prontamente reagito.

Ovviamente, questa "mancanza di rispetto" costò al locale la chiusura di tre giorni. Fateci sapere nei commenti se conoscevate anche voi questa storia.

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